Economia
Che cos’è Elrond (EGLD)?
Elrond è un protocollo blockchain che cerca di offrire velocità di transazione estremamente elevate utilizzando lo sharding. Il progetto si descrive come un ecosistema tecnologico per il nuovo Internet, che include fintech, finanza decentralizzata e Internet of Things. Secondo quanto riferito, la sua piattaforma di esecuzione di contratti intelligenti è in grado di effettuare 15.000 transazioni al secondo, una latenza di sei secondi e un costo di transazione di $ 0,001.
La blockchain ha un token nativo noto come eGold, o EGLD, che viene utilizzato per pagare le commissioni di rete, picchettare e premiare i validatori.
Elrond è stato annunciato per la prima volta nell’agosto 2019 e la sua rete principale è stata pubblicata nel luglio 2020.
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Chi sono i fondatori di Elrond?
Elrond è stata fondata alla fine del 2017 dai fratelli Beniamin e Lucian Mincu insieme a Lucian Todea come soluzione al problema della scalabilità della blockchain, che pensavano fosse il problema più urgente per il settore. Prima di Elrond, Beniamin e Lucian Mincu hanno co-fondato MetaChain Capital, un fondo di investimento in risorse digitali, con Beniamin Mincu in qualità di CEO e Lucian Mincu come chief technology officer. I due hanno anche co-fondato ICO Market Data, un aggregatore di informazioni sulle offerte iniziali di monete.
Beniamin Mincu è stato anche responsabile del prodotto, del marketing e della community per la piattaforma blockchain NEM dal 2014 al 2015, oltre ad essere uno dei primi investitori in progetti come Zilliqa (ZIL), Tezos (XTZ), Brave e Binance. Lucian Mincu ha ulteriore esperienza come ingegnere informatico e specialista di sicurezza, avendo lavorato con Uhrenwerk 24, Cetto e Liebl Systems. Todea è un imprenditore tecnologico seriale che in precedenza ha fondato e lavorato come CEO di Soft32, un sito di recensioni e download di software e partner di mobilPay, un’applicazione di pagamenti mobili. È anche un angel investor, avendo investito nella società tecnologica di biometria TypingDNA e nella piattaforma di contabilità SmartBill.
Cosa rende unico Elrond?
Elrond si descrive come una piattaforma blockchain per la nuova economia di Internet, applicazioni decentralizzate e uso aziendale. Il suo principale punto di forza è la sua elevata scalabilità, affermando che è la prima rete blockchain in cui sono stati implementati lo stato, la rete e lo sharding delle transazioni. Secondo il suo documento di economia, cerca di costruire il suo ecosistema e stabilire EGLD come risorsa di riserva di valore.
Per raggiungere questo obiettivo, la rete viene eseguita su 2.169 nodi di convalida suddivisi in quattro shard: tre shard di esecuzione, in grado di eseguire 5.400 transazioni al secondo ciascuno, e uno shard di coordinamento, la “Metachain“. L’architettura di sharding adattivo dello stato di Elrond divide completamente lo stato, le transazioni e la rete. Può scalare aggiungendo uno shard aggiuntivo quando la richiesta di velocità effettiva non è soddisfatta. È stato testato per eseguire 263.000 TPS in un ambiente pubblico con 1.500 nodi di 29 paesi raggruppati in 50 shard. Al fine di aumentare l’adozione, il progetto supporta anche gli sviluppatori che costruiscono sulla piattaforma, consentendo loro di guadagnare il 30% delle commissioni del contratto intelligente come royalty. La società mantiene una fornitura di token EGLD da scommettere sulla rete durante il suo primo anno, con i nodi di validazione che ricevono un tasso percentuale annuo del 36%.
Quante monete Elrond (EGLD) ci sono in circolazione?
Il modello economico di Elrond ha una fornitura limitata che parte da 20.000.000 EGLD, con nuovi token coniati per premiare i validatori di rete. La fornitura massima non può mai superare 31.415.926 EGLD, ma questo numero diminuirà man mano che verranno elaborate più transazioni. Il token nativo di Elrond è stato reso disponibile per l’acquisto tramite una vendita privata, in cui è stato venduto il 19% della sua fornitura iniziale, con il 7,5% reso disponibile immediatamente dopo la generazione del token e un altro 15,41% rilasciato ogni tre mesi. Elrond ha anche tenuto un’offerta di scambio iniziale su Binance, in cui il 25% è stato venduto e reso immediatamente disponibile. Del restante 56%, il 7% è stato riservato ai premi dell’ecosistema, con il 50% rilasciato immediatamente e il 50% dopo sei mesi; 8,5% per marketing, sovvenzioni e un pool di acceleratori per gli sviluppatori DApp, con l’81,17% rilasciato immediatamente e il 9,41% ogni sei mesi; 2% per un fondo comunitario, con il 33,3% liberato immediatamente, il 33,3% dopo sei mesi e il 33,3% dopo 12 mesi; 2,5% per i consulenti, rilasciato dopo un anno; 19% per i fondatori di Elrond e i membri del core team, con il 10% rilasciato dopo sei mesi, il 10% dopo 12 mesi, il 15% dopo 18, 24, 30 e 36 e il 20% dopo 42 mesi; e il 17% per l’azienda per il supporto dell’ecosistema, con il 33,3% che può essere utilizzato solo per lo staking durante il primo anno rilasciato immediatamente e il 66,6% rilasciato in tre rate uguali su tre anni, a partire da un anno. I token di Elrond sono stati emessi per la prima volta su Binance Chain con il nome ERD con una fornitura totale di 20 miliardi. 500 milioni sono stati bruciati a novembre 2019 e coniati sulla blockchain di Ethereum come token ERC-20, e la società ha lanciato un evento di scambio di token a settembre 2020 per consentire ai titolari di token di scambiare i propri token ERC-20 e BEP-2 con token EGLD della rete principale. Durante il processo, l’offerta totale di token è stata ridotta da 20 miliardi a 20 milioni fissando il rapporto di swap a 1.000 ERD per 1 EGLD.
Come è protetta la rete Elrond?
Elrond utilizza quello che chiama un algoritmo di consenso proof-of-stake sicuro in cui i nodi devono mettere in gioco i propri token EGLD per partecipare al processo di convalida e a ciascun validatore viene assegnato un punteggio di valutazione basato sull’attività passata, che influenza anche se sono o meno selezionato. Se il rating di un validatore diventa troppo basso, non sarà selezionato e dovrà pagare delle multe. I validatori possono anche essere rimossi dalla rete e la loro posta in gioco ridotta se agiscono continuamente in un modo che va contro l’integrità della rete. I validatori sono selezionati casualmente in un modo che non può essere né previsto né modificato in base al precedente ciclo di convalide. Inoltre, i validatori vengono periodicamente rimescolati tra i frammenti per prevenire la collusione. I nodi comunicano tra loro utilizzando Boneh-Lynn-Shacham modificato, o BLS, multi-firme per una forte protezione crittografica.
Economia
Apple accusata della guerra in Congo e TikTok spera in Trump
Tempo di lettura: 2 minuti. Apple affronta accuse sull’uso di minerali di conflitto, mentre TikTok chiede alla Corte Suprema di bloccare il divieto negli USA.
Apple e TikTok si trovano entrambe al centro di controversie globali e battaglie legali. Mentre Apple affronta denunce penali relative all’uso di minerali provenienti da conflitti in Congo, TikTok chiede un intervento della Corte Suprema per bloccare un possibile divieto negli Stati Uniti.
Apple accusata di utilizzare minerali di conflitto dal Congo
La Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha presentato denunce penali contro Apple in Francia e Belgio, accusando l’azienda di utilizzare minerali provenienti da fonti illecite. Le accuse includono l’impiego di “minerali di conflitto”, noti anche come “blood minerals”, che vengono estratti utilizzando lavoro minorile e i cui proventi finanziano gruppi armati responsabili di crimini di guerra.
Le principali accuse mosse contro Apple e le sue filiali francesi e belghe sono:
- Riciclaggio di minerali illeciti attraverso catene di approvvigionamento internazionali.
- Coprire crimini di guerra, ignorando l’origine dei minerali.
- Pratiche commerciali ingannevoli che rassicurano i consumatori sulla trasparenza delle supply chain.
Nonostante Apple non acquisti direttamente questi minerali, essi fanno parte della catena di fornitura attraverso società terze. La compagnia ha sempre sostenuto di adottare audit rigorosi per garantire la conformità etica, ma gli avvocati della RDC affermano di aver inviato prove a Tim Cook già ad aprile 2024, senza ottenere risposte concrete.
Ora spetterà alle procure di Francia e Belgio decidere se avviare un processo penale contro Apple, ponendo nuovi interrogativi sulla responsabilità delle multinazionali nei confronti delle violazioni dei diritti umani.
TikTok: richiesta di emergenza alla Corte Suprema per evitare ban negli USA
TikTok, nel frattempo, si trova ad affrontare una possibile esclusione dal mercato statunitense. Dopo che un tribunale ha respinto le argomentazioni secondo cui il divieto violerebbe il Primo Emendamento, ByteDance, la società madre di TikTok, ha chiesto alla Corte Suprema un’ingiunzione di emergenza per impedire l’entrata in vigore del divieto previsto per gennaio 2025.
TikTok sostiene che il divieto interferisce con il diritto alla libertà di espressione e danneggerebbe gravemente l’azienda, facendole perdere almeno un terzo degli utenti americani. La società argomenta che la misura non è necessaria, poiché non esiste una minaccia imminente alla sicurezza nazionale.
In parallelo, è emerso che Donald Trump, ex presidente e figura centrale nella vicenda del primo tentativo di divieto nel 2020, avrebbe incontrato il CEO di TikTok, Shou Zi Chew. Trump, che ora si definisce più aperto alla piattaforma, attribuisce parte del suo successo tra i giovani elettori all’utilizzo di TikTok, nonostante i dati elettorali mostrino il contrario.
L’intervento della Corte Suprema rappresenta l’ultima speranza per TikTok di evitare una chiusura forzata o una vendita a una società statunitense. La decisione potrebbe avere ripercussioni significative sia per gli utenti americani che per le strategie di ByteDance a livello globale.
Apple e TikTok affrontano sfide legali complesse che mettono in luce temi etici e politici di rilievo globale. Mentre Apple è accusata di non garantire trasparenza nella propria catena di approvvigionamento, TikTok lotta per difendere il proprio diritto di operare negli Stati Uniti, ponendo un dilemma tra sicurezza nazionale e libertà di espressione.
Economia
Controversie e investimenti globali: Apple, Google e TikTok
Tempo di lettura: 3 minuti. Controversie globali: Apple, Google, TikTok e Meta al centro di cause legali su privacy, concorrenza e sicurezza nazionale. Scopri i dettagli.
Apple, Google e TikTok affrontano temi complessi e controversie che spaziano dalla gestione dei contenuti alla concorrenza e agli investimenti. Mentre Apple è accusata di non affrontare adeguatamente il problema del CSAM (contenuti di abusi sessuali su minori), la compagnia annuncia un significativo investimento di oltre 18 miliardi di sterline nel Regno Unito. Nel frattempo, Google contesta un accordo esclusivo tra Microsoft e OpenAI, mentre TikTok si prepara a una battaglia legale per evitare il divieto negli Stati Uniti.
Apple e la controversia sul CSAM
Apple è stata citata in giudizio da migliaia di vittime di abusi per non aver implementato un sistema di scansione dei contenuti CSAM su iCloud. La causa da 1,2 miliardi di dollari accusa l’azienda di aver creato un ambiente sicuro per i predatori, segnalando solo 267 casi rispetto ai milioni riportati da altri giganti tecnologici nel 2023.
Apple aveva inizialmente proposto un sistema di scansione on-device, ma l’idea è stata abbandonata nel 2022 a causa delle preoccupazioni sul possibile abuso da parte di governi repressivi. Nonostante l’azienda sottolinei l’importanza di strumenti come Communication Safety, le accuse puntano il dito contro una presunta negligenza nel proteggere i minori.
Apple: investimenti da 18 miliardi di sterline nel Regno Unito
Apple ha investito oltre 18 miliardi di sterline nel Regno Unito negli ultimi cinque anni, sostenendo 550.000 posti di lavoro tra impieghi diretti, fornitori e l’economia delle app iOS. Tim Cook ha sottolineato il ruolo cruciale dei team ingegneristici britannici, che operano in città come Londra e Cambridge, nello sviluppo di tecnologie chiave come Apple Intelligence e Siri.
Il contributo di Apple si estende anche all’industria creativa, con una triplicazione delle produzioni Apple TV+ negli ultimi due anni. Questi progetti non solo generano occupazione per cast e crew, ma coinvolgono centinaia di fornitori in settori come costruzione e servizi tecnici.
Google contro Microsoft: monopolio AI?
Google ha chiesto alla FTC di bloccare un accordo esclusivo tra Microsoft e OpenAI che prevede Azure come unico fornitore cloud per i servizi di intelligenza artificiale. Google accusa Microsoft di limitare la concorrenza, aumentando i costi per gli utenti e riducendo la possibilità di utilizzare alternative come Google Cloud. Questo caso sottolinea la rivalità tra i due colossi, mentre il mercato AI continua a espandersi rapidamente.
TikTok: battaglia legale per evitare il divieto negli USA
TikTok ha presentato una richiesta di ingiunzione per fermare un imminente divieto negli Stati Uniti, previsto per il 19 gennaio 2025. La piattaforma, di proprietà della cinese ByteDance, è accusata dal governo USA di rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale, in quanto potenzialmente accessibile dal governo cinese.
Il divieto è stato approvato dal Congresso e richiede che ByteDance ceda il controllo dell’app a un proprietario non cinese. TikTok sostiene che questa misura violi il Primo Emendamento, poiché impedirebbe a milioni di utenti americani di esprimersi liberamente sulla piattaforma. Secondo TikTok, il divieto causerebbe anche perdite economiche significative: oltre 1 miliardo di dollari per le piccole imprese e 300 milioni per i creatori di contenuti in un solo mese.
Nonostante gli sforzi legali, TikTok deve affrontare una crescente opposizione globale, con divieti già in vigore in India e Canada, e accuse di uso improprio dei dati degli utenti.
Meta: processo in Spagna per pubblicità sleale
Meta, proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, affronterà un processo in Spagna nell’ottobre 2025 per una causa da 551 milioni di euro. Oltre 80 aziende mediatiche spagnole accusano Meta di utilizzare in modo massiccio e sistematico i dati personali degli utenti per ottenere un vantaggio competitivo ingiusto nella pubblicità personalizzata, violando le normative europee sulla protezione dei dati.
Nonostante i tentativi di negoziare fuori dal tribunale, le parti non sono giunte a un accordo. Il processo metterà in discussione se il consenso degli utenti ottenuto tramite cookie sia sufficiente per conformarsi alle leggi europee. Questo caso si inserisce in una battaglia più ampia tra media tradizionali e giganti tecnologici per un compenso equo nell’ecosistema digitale.
Dalle accuse contro Apple e Meta alle controversie su concorrenza e privacy che coinvolgono Google e TikTok, queste battaglie legali riflettono la complessità e la responsabilità delle grandi aziende tecnologiche nel mondo contemporaneo.
Economia
Italia: marcia indietro su tassa criptovalute al 42%
Tempo di lettura: 2 minuti. L’Italia rivede la tassa sulle criptovalute: dall’aumento al 42% a un possibile tetto del 28%. Opportunità per investitori e crescita del mercato.
L’Italia si prepara a ridurre l’imposta proposta sui guadagni di capitale delle criptovalute, passando da una tassa del 42% iniziale a un tetto massimo del 28%. La decisione arriva dopo una forte opposizione da parte dell’industria e disaccordi interni alla coalizione di governo, con l’obiettivo di creare un ambiente più favorevole agli investimenti nel settore cripto.
La proposta iniziale e la revisione fiscale
Il governo italiano, guidato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, aveva proposto di aumentare l’aliquota fiscale dal 26% al 42% per sostenere iniziative socio-economiche. Tuttavia, le critiche hanno spinto i legislatori a ridimensionare l’aumento fiscale per evitare effetti negativi sugli investitori e sull’economia.
Secondo Giulio Centemero e Federico Freni, rappresentanti della Lega, un’imposta troppo elevata potrebbe spingere le attività legate alle criptovalute verso l’economia sommersa, riducendo la trasparenza e danneggiando il mercato. La nuova proposta prevede un limite del 28% o il mantenimento dell’aliquota attuale del 26%, a favore di un regime fiscale più progressivo e di esenzioni per i piccoli investitori.
Strategie per il 2025: un bilancio più favorevole al cripto
La revisione fiscale fa parte del piano di bilancio per il 2025, che deve essere approvato entro la fine di dicembre. La coalizione di governo ha presentato oltre 300 emendamenti prioritari per modificare la proposta iniziale, tra cui incentivi per promuovere gli investimenti in criptovalute e proteggere i piccoli investitori con soglie di esenzione più alte.
Confronto internazionale
Altri paesi stanno adottando misure simili per regolare il settore delle criptovalute. In Russia, le vendite di criptovalute sono tassate con un’aliquota dal 13% al 15%, mentre la Repubblica Ceca ha introdotto esenzioni fiscali per asset detenuti per più di tre anni. Questi esempi dimostrano che una tassazione equilibrata può incentivare la crescita del mercato senza ostacolarlo.
La revisione della tassa sulle criptovalute in Italia è un segnale positivo per il settore, che potrebbe beneficiare di un quadro normativo più favorevole. Riducendo le imposte e implementando esenzioni, il governo mira a sostenere lo sviluppo di un mercato trasparente e competitivo, bilanciando le esigenze fiscali con il potenziale di crescita economica.
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