Il boom di DeepSeek è frutto di una scarsa informazione

da Livio Varriale
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In queste ore si parla tanto di DeepSeek, modello AI cinese che ha solo un anno di vita, ma è doveroso fare una riflessione:

Come mai in Italia se ne parla su larga scala solo oggi?

Come mai i media precisano il fatto che l’app censuri determinati argomenti come se i nostri applicativi occidentali non l’abbiano fatto e continuino a farlo?

Lo spiego in poche parole: a causa di una informazione tecnologica scadente e manovrata dagli interessi di mercato.

Fino a ieri la Cina era al palo con la tecnologia, oggi ha dimostrato di avere poche risorse con le sanzioni e di aver saputo sviluppare un applicativo capace di sfruttare reti neurali basate su una tecnologia minore della nostra.

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Potremmo definire DeepSeek una app con lo spirito meridionale di un tempo.

Meno risorse, ma maggiore creatività: quella che oramai manca nei centri di ricerca e nel Governo italiano indottrinati da quella grandissima bugia chiamata Algoretica.

Si può anche come

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